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Dnf Club
DNF CLUB: Ovvero come mischiare colori che non c’entrano una fava, in avanzo da un precedente graffito, per ottenere una murata da veri drogati criminali!
E già, perchè fidandomi del mio socio Frone, decido di intraprendere l’ardua strada di utilizzare una scala di verdi, interrotti da un arancio che più acquoso non si può…
Nada dopo ore di SPRUZ SPRUZ il risultato non soddisfa il mio pessimo gusto artistico e dopo un giorno di arrovellamenti (d’altronte già per le 4 di sera diventa buio ed era quindi necessaria un’ottima pausa) deciso di inserire un pò di giallo a muzzo, così, giusto per divertimento!
Sfondo viola, quadrati giallo scuro e una frase incomprensibile (DNF CLUB), che diavolo vogliamo di più dalla troia vita?…beh hai capito Malox, ora puoi prendermi per il culo anche tu per i colori utilizzati!
E, come al solito…
AUA!
Una Banda di Ottoni
Eccome come doveva andare (più o meno) : lettering in argento bronzo e 3d in colorazione di verdi per dare l’idea di un pezzo orientale, stile “armatura di un samurai + occhi di drago” (non chiedetemi cosa significhi) . Ebbene se vedete nulla di tutto ciò in questa follia di murata, beh allora ricoveratevi d’urgenza!
Ecco invece com’e’ andata:
Io: “Ei Nik, sai, il mio pezzo è in colorazione di argenti /ottoni, mentre il tuo puppet sembra un musicista! Perchè non diamo l’impressione che stia suonando una tromba?”
Lui : “Perfetto! Per quanto riguarda le note musicali?!?”
Io: ” Beh torniamo a casa e facciamo due stencil!”
Noi: “Alla graaaaaaaaaaande!”
E fu così che il mio lettering si trasformò in un’alquanto improbabile trombetta, suonata da un ancor più strano pappagallo musicista!
Vi lascio con un pezzo del fantastico Dr John, (se non lo conoscete cliccate qui) , e la fantastica Dirty Dozen Brass Band! AUA!
Paesaggi
Maledizione, cari ragazzi, la fotografia di paesaggi è difficilissima.
Primo perchè, nonostante ciò che si creda, ci vuole un’ampio bagaglio di conoscienze tecniche sulla fotografia che non sia il solito “punta e scatta”.
Secondo perchè, lasciando stare tipologie di foto architettoniche, e foto diciamo “street”, i paesaggi devono essere quanto meno belli e interessanti e ammetto che la cosa non sia facile da coniugare, vivendo nel bel mezzo della depressissima pianura padana e con pochi soldi per spostarsi (anche se c’e’ da dire che le Alpi sono abbastanza vicine!)
Terzo, ma non ultimo, le fotografie di paesaggi sono sempre le più difficili da sviluppare: il fotografo più o meno scafato di photoshop e annessi può lasciarsi prendere la mano da effetti Orton, virate in bianco e nero, sfocature controllate e via dicendo, alterando irrimediabilmente lo scatto originale. Non che ciò possa essere sempre un male, però non bisogna esagerare…
E lo ammetto, in alcuni di questi pochi scatti mi sono lasciato prendere la mano.
Mi prometto di riuscire a fare migliori fotografie di paesaggi in futuro, nella speranza di riuscire a viaggiare un pochino di più.
In ogni caso spero che questi obbrobri vi piacciano!
Ciao
Davanti, di dietro, di fianco
Maledizione, dove sono finite le foto delle mie oche cinesi?!?
Adoro le oche cinesi!
Credo che qualche giorno potrei sposarne qualcuna e volare via con lei, adagiato sulle sue morbide piume, verso il misterioso oriente, pronto a vivere alla giornata, trasportando acqua con cesti sulle spalle e mangiando riso speziato…
Mhh, forse è meglio di no!
Light my fire! (Messina by night e fuochi artificiali…)
Dall’immenso terrazzo panoramico di mio zio Paolino, ecco un pò di scatti dei magnificenti “GIOCHI I’ FOCO” di Messina, i fuochi pirotecnici che chiudono la serata di ferragosto e che sono, a buon ragione, invidiati da tutto lo stretto, sopratutto da chi fitusi pezz’immedda i Reggiu Calabbria…si fa per dire ovviamente!
Particolarità di questi splendidi fuochi, è che vengono sparati da alcune chiatte preparate dai vigili del fuoco proprio alla base della Madonnia di Messina, che viene illuminata dall’alto dalle perfette coreografie di luce dei mastri artificeri siciliani.
Il punto panoramico da cui scattavo (monte piselli) da un’ampia visuale su tutta la città di Messina, ed era quindi perfetto per immortalare i fuochi; in ogni caso vi assicuro che vedere i giochi di fuoco dal porto, a un centinaio di metri di distanza dalla Madonnina, coi botti che squassano l’aere sopra la vostra testa è davvero impagabile…
Beh, ciancio alle bande e banbdo alle ciance, ecco le foto e spero che vi piacciano!
DNF & MAD crew
Una bella domenica dei primi di settembre: Spra aka bomboletta Spring, Cristian Sonda l’Arabic man, il redivivo Bros mocassino d’acqua, e SUPER aka Alan, ospiti random al muro DNF per una murata improvvisata della domenica post vacanze!
Dall’altra parte del ring Frone aka l’uomo senza dente e Acir ascella cipollata, con le tecniche segrete del writing imparate con gli inserti domenicali di AL: uatà!
PS: Sonda finisci il muro che dobbiamo spedire le foto alla fanza!
Alla graaaaaaaaaaaaaaaaande!
Airone cenerino
Ecco un pò di foto di uno dei miei soggetti preferiti e, a onor dele vero, anche dei più facili da fotografare se si è appassionati di fotografia naturalistica. Certo non proprio facilissimo…ma neanche elusivo come un martino o altri volatili più piccoli!
L’airone cenerino, il più grande fra gli aironi, deve il suo nome a causa del piumaggio grigio e bianco;
nonostante a volte l’airone cenerino possa sembrare molto goffo e impacciato, in volo è elegantissimo e possente, sopratutto mentre assume la caratteristica posa col collo a S, che gli permette di esser ben bilanciato.
Essendo un uccello acquatico l’airone cenerino si nutre di pesci, insetti e anfibi, e il suo corpo di è evoluto proprio in funzione delle necessità alimentari: il collo lungo e sinuoso permette all’airone cenerino di pescare con estrema facilità, aiutato dall’affilatissimo becco col quale tira temibili affondi.
L’airone cenerino nidifica di solito sugli alberi in zone acquatiche o paludose, zone dette comunemente garzaie.
Beh che dire, spero che le foto vi piacciano; in ogni caso vi lascio questo link di approfondimento dove potrete scoprire un pò di più su questo bel volatile: clicca qui.
ACIR DESIGN…è vivo!
Gli inesplicabili misteri astrali di php e jquery hanno deciso di farmi partecipe sulla pratica di backup, aggiornamento, bestemmia, e incrociamento di dita in caso di malfunzionamento totale di un sito web….ebbene si, perchè al momento di caricare le foto di quella pittata domenicale del vicinissimo 19/07/2009 wordpress ha deciso di piantarmi in asso, proponendomi errori su errori in improbabili linee di codice talmente complesse che preferirei di grazia parlare l’aramaico (sempre che si parli), piuttosto che capirci un H.
Dopo svariati tentativi di mettere mano al codice, di capire che cazzo stesse succedendo e di provare a mettere na pezza da qualche parte, senza alcun risultato degno di nota, (se non bestemmioni sopraffini tanto da far rimanere incinta la mia vicina) beh solo una cosa rimaneva da fare: backup del database e ZAM erase totale del sito.
Dopo due ore passate come un babbuz nella speranza che tutto fosse salvo…ebbene lo è, quindi godetevi ste foto, maledetti, e fatemi na pompa
ps: speriamo che tutto funzioni!
Un pò di…
…pennuti dall’Oasi di S.Aless
L’Oasi di S.Alessio, in provincia di Parma, è un luogo splendido per gli appassionati di fotografia naturalistica e non solo; l’oasi, attualmente di diversi ettari, era una zona industriale adibita alla coltura agricola, con la presenza di una fogna a cielo aperto.
Già nel 1973, dopo lunghi e svariati lavori di riqualifica per creare boschi, stagni e corsi d’acqua al fine di rendere paludosa la zona sono state introdotte alcune specie di volatili, fra cui il cavaliere d’italia e altri volatili migratori che si fermano all’oasi per svernare e spesso nidificare prima di continuare il loro viaggio verso sud.
L’oasi è suddivisa in varie zone: tramite vari camminamenti scavati fra le zone paludosi si può accedere a voliere dove vengono ospitati gli animali più rari, oppure feriti, prima di essere reintrodotti in natura. Alcune voliere ospitano esemplari tropicali degni di nota: tucani, colibrì, pappagalli brasiliani,avvoltoi e gallinacci sud americani tipo bee-bep! In questa zona gli animali sono molto confidenti e abituati alla presenza dell’uomo: durante la mia visita ero praticamente solo all’interno dell’oasi, e con stupore un uccellaccio ha scavalcato il recinto e mi ha seguito per tutto il camminamento, beccandomi le scarpe!
Oltre alle voliere la maggior parte dell’oasi ospita garzaie (il luogo naturale paludoso dove nidificano e vivono gli aironi ed altre specie di volatili) e capanni d’osservazione, dove gli animali come aironi cenerini, pellicani, cicogne, folaghe, nitticore e via dicendo sono libere di spostarsi e di far loro quello che gli pare.
Insomma, ecco qualche foto: se per caso vi fate visita ricordatevi di portare più di una compact flash perchè il luogo vi da la possibilità di scattare una tonnellata di immagini! (ancora le sto sviluppando, nonostante la visita risalga a due/tre settimane fa)










