Un banalissimo tweet.
Un microscopico esperimento “pseudo letterario”.
La domanda è questa: possono le nuove tecnologie contribuire alla creazione di contenuti tradizionali?
L’argomento è complesso, e la risposta in questo caso è una mezza bugia, poichè “Il Rogo” , racconto/pillola scritto a due mani a colpi di tweet fra me e @IlFratus, nasce per scherzo (e per scherzo viene presentato, non createvi grandi aspettative) sul celebre social network dell’uccellino, e finisce dritto dritto su queste pagine senza passare minimamente dal via.
Nessuna correzione, nessun canovaccio, nessuna stesura. Nessun albero abbattuto.
Quanto di più lontano possa esserci dalla genesi di un racconto, per quanto pessimo, scritto su carta.
Troppi paroloni per voi?
E allora levatevi dal cazzo.
La vide ardere nel fuoco,urlante,mentre si contorceva come un ramoscello secco.
La folla, inerme e ammutolita si chiedeva come il Re , appena rientrato dalla campagna nelle terre oltre il valico, avesse potuto mettere al rogo la regina.
Come potevano conoscere, stolti, l’ancestrale rito di sangue e di carne che li legava?
La vide ardere ma lo sapeva:
ella sarebbe morta è vero, l’amore di tutta una vita sacrificato per permettere, come ogni volta, il ritorno della Dea.
La guerra sarebbe calata dal Nord, senza rimorsi, fra fragore di scudi e urla grevi di tamburi da battaglia.
L’invasione cruenta degli Scuri era sempre avvenuta nelle notti buie, dove il candido colore della loro pelle, da qui il denigrante “scuri”, li rendeva spettrali e sinuosi, come serpenti assetati di sangue.
Ma questa volta qualco’sa era cambiato;
si narrava di un predone, un Signore della Montagna, che li avrebbe condotti, eliminando così la causa della loro precedente disfatta.
L’assenza di un capo che li sapesse guidare aveva sin’ora evitato l’ombra della guerra.
Ma ora, sotto la guida feroce del Signore dei Monti, le città del Nord erano in pericolo.
La Dea, antico essere ancestrale era stata evocata. Ma era la cosa giusta da fare? Schiavitù in cambio di vittoria?
Si avvolse nel pesante tabarro di lana, tremando nell’aria gelida di quel logoro inverno: l’inizio dell’olocausto era vicino.
I all began when I was a little “kid” at the age of 13 years old. It was a perfect distraction to my childhood problems and made me feel so good when going against the rules and having a laugh with the rest of my kru. I remember as if it was yesterday cracking the first tags here and there and not caring about the consequences.
I have always been the kind of dude that experiments with things so I never wanted to stick to a particular tool in this case, “spray tins”. I tried to use as many different materials has I could get my hands on for my happy criminal activities.
One big thing at the time was a wax marker, it was great to write on all kinds of surfaces especially windows and to be honest me and the rest of my gang never bought a single tube of that we used to take them instead….obviously with the intention of paying at a later date…if ever!
An interesting material was “the stone” they use it for sharpening knifes with that you would scratch windows and mirrors.. damn right!!
Each time I went painting it was a mission and I was not to know what would happen to me or my mates.
The only times I went to Milan was simply to buy a few cans of paint and stealing as many as I could fit into my backpack. At the time I didn’t have enough money to spend for paint, the money I had I would rather spend it for drugs and alcohol.
I used to go to Milan also for other reasons like partying HIP-HOP in several places and discovering new yards where to go next. The parties was the place where you met your people “the writerzzz” after the party we all went painting together. It wasn’t so simple to find a good yards where to paint because you couldn’t go in somebody else’s yard unless you knew them and the places ware always far away. It was a unwritten rule not to go in somebody else’s yard, a matter of respecting who painted before you. Eventually we found several spots that nobody touched and we painted all kind of things like MAD.
Back in those days things were very different compared to today, there was more respect towards the other gangs and even if you didn’t like certain writers or kru’s you would never cover a piece of somebody else’s work, we would rather paint more than them but that’s about it. We already had the Police chasing us around so it was stupid to cover somebody else’s work.
The adrenaline that this movement generates to a person it’s amazing and addictive but it has specific rules.
Today we “graffiti vandals” are having a big problems with a lot of immature kid’s that think they are gangsters because they dress like b-boys and they sell drugs. They believe that this gives them the right to paint wherever they want not considering the “unwritten rule” of how things were back in my days..If there’s a free wall paint on it don’t paint on somebody else’s piece you will get in trouble and you will have to deal with that shit!!
..RESPECT WHO DOES YOUR SAME SHIT..
and remember you are dealing with criminals, don’t fuck with them!!
Che cosa ho fatto ultimamente?…cito testualmente il messaggio postato su facebook dal mio amico Morla Aka Malox, cantante squattrinato degli Ufficio Sinistri:
“a breve..
Nuovo Disco,
Nuove Grafiche,
Nuovo Logo, Nuovo Sito….”
E anche nuovo video aggiungerei…preparatevi quindi perchè sito e loghi “pimpati” dal sottoscritto sono praticamente pronto!
E non finisce qui…Br-others sta per nascere…
Ufficio Sinistri, gruppo musicale di alcuni bravi ragazzotti della provincia di Milano (ma non solo) che conosco da diverso tempo…mi hanno chiesto di aiutarli nella realizzazione di qualche ripresa video, ovviamente dietro compenso di qualche milioncino di $.
Potevo forse tirarmi indietro?
Eccovene un assaggio dunque…
Doppio regalo, doppio graffito per i fortunati lettori di acirdesign!
Per la serie…o li pubblico ora o rimarrano li a marcire per sempre…eseguiti prima delle ormai lontanissime ferie…spero davvero che vi piacciano.
AUGH
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Ce l’abbiamo fatta! Acir aka OCCHIALINO PAZZO e Frones aka BALLERINO D’ORO non si tirano mai indietro.
Il graffito più lungo del mondo…una preparazione incredibile ma alla fine il duro lavoro ripaga sempre, e dopo indibili peripezie ecco le foto del lavoro iniziato in quel tardo aprile e finito intorno a luglio…abbiate a perdonarmi per il ritardo nella pubblicazione, ma dopo aver finito eravamo talmente esausti che le vacanze erano d’obbligo.
In ogni caso…fra intossicazioni e pelli blu, croccantini surgelati e vecchietti atrofizzati, pazzi cocainomani col braccio ingessato, colpi di coltello e gomme bucate, vasche in bibicletta e impennate in moto…sono lieto di presentarvi come abbiamo imbrattato RIP Station!
AUA
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Un graffitino semplice e veloce fatto insieme al mio amico PIELLEZETA arredamenti;
era tempo che non dipingevo ad una jam (per quanto piccola come questa) ma mi son davvero divertito: vecchi pazzi e bavosi, ragazzini scrausi e smoccolanti e contorno di banda cittadina mi hanno rallegrato la giornata.
Peccato per il dj,a cui avrei volentieri sparato alle rotule dopo 6 ore di mix ininterrotto di dancehall.
Dopo un bel pò di tempo si torna in pista…obiettivo:
la nuova e fiammante sede di Radio Illusioni Parallele!
Dove i quattro masnadieri di Canegrate abbiano trovato i soldi per aprire una sede degna dei migliori festini di Rocco Siffredi non lo so, (una rapina alla mafia armena forse?!) ma quello che posso dirvi è che Rip Station n3 spacca davvero…
ed io ed il prode Frones Aka AK47 siamo stati chiamati per imbrattarla!
Eccovi un piccolo antipasto in bassa risoluzione…preparatevi a vederne delle belle perchè il lavoro è ancora lungo!
Volete sapere cos’e’ il font fight?
Ebenne, la folle idea è mia, ma farò che sia Il Tius a spiegarvela:
Regole: Signori, benvenuti al Font Fight.
Prima regola del Font Fight: non parlate mai del Font Fight.
Seconda regola del Font Fight: non dovete parlare mai del Font Fight.
Terza regola del Font Fight: se qualcuno scrive basta, formatta, è crashato, fine del combattimento.
Quarta regola: si combatte solo due per volta.
Quinta regola: un combattimento alla volta, ragazzi.
Sesta regola: niente plug-in non ufficiali, niente texture non dichiarate.
Settima regola: i combattimenti durano per tutto il tempo necessario.
Ottava ed ultima regola: se questa è la vostra prima sera al Font Fight… dovete combattere! (Erik)
Font ultilizzato: Coolvetica (il fratellino puzzolente e snobbato dell’Helvetica)
Aspetto la tua ritorsione amico mio…non ho paura!
Allora, prima che mi spacchiate il cazzo ecco il link a FlickR dove potrete vedervi o salvarvi tutte le foto dell’evento: LINK Per seconda cosa passiamo all’articolo che ho deciso di scrivere per voi gustosi lettori di acirdesign:
Ebbene, con un ritardo che definirei epocale pubblico un piccolo riassuntino fotografico per giornate del MILF show, il festone a tutta birra che ha spaccato a colpi di decibel quel buco senza fondo che corrisponde al nome di Canegrate!
Le mie impressioni: è vero, non tantissima gente, ma grandissimo divertimento!
Il fatto poi di potersi gustare le esibizioni direttamente sul palco in qualità di Supremo Fotografo Ufficiale è stata una figata assoluta!
Un ringraziamento grandissimo ovviamente al mitico Matti aka IlTius aka Il Fratus e a tutti gli organizzatori di Radio Illusioni Parallele per avermi tirato in mezzo in questa grande avventura…
tutti trane GlassBell che non mi cita neanche fra i ringraziamenti del suo bruttissimo blog…Devi Morire!!!
Un grazie anche a tutti gli artisti che si sono prestati alle foto, in particolare Zeus One il capo di Facebook e ai miei amici Ufficio Sinistri che hanno spaccato come al solito.
Se per caso dovessi sparire con tutte le mie cose beh..venitemi a cercare a Fuerte Ventura e chiedete di due designer stra ricchi, brutti figli di puttana!
Ormai ci siamo: vai con le foto…come al solito spero che vi piacciano man, fatemi sapere se ci stanno dentro un frotto e sopratutto:
Bella Shanty!