Posted by Acirdesign, 15 settembre 2009 on 19:42

Dall’immenso terrazzo panoramico di mio zio Paolino, ecco un pò di scatti dei magnificenti “GIOCHI I’ FOCO” di Messina, i fuochi pirotecnici che chiudono la serata di ferragosto e che sono, a buon ragione, invidiati da tutto lo stretto, sopratutto da chi fitusi pezz’immedda i Reggiu Calabbria…si fa per dire ovviamente!
Particolarità di questi splendidi fuochi, è che vengono sparati da alcune chiatte preparate dai vigili del fuoco proprio alla base della Madonnia di Messina, che viene illuminata dall’alto dalle perfette coreografie di luce dei mastri artificeri siciliani.
Il punto panoramico da cui scattavo (monte piselli) da un’ampia visuale su tutta la città di Messina, ed era quindi perfetto per immortalare i fuochi; in ogni caso vi assicuro che vedere i giochi di fuoco dal porto, a un centinaio di metri di distanza dalla Madonnina, coi botti che squassano l’aere sopra la vostra testa è davvero impagabile…
Beh, ciancio alle bande e banbdo alle ciance, ecco le foto e spero che vi piacciano!
Posted by Acirdesign, 1 agosto 2009 on 22:22

Ecco un pò di foto di uno dei miei soggetti preferiti e, a onor dele vero, anche dei più facili da fotografare se si è appassionati di fotografia naturalistica. Certo non proprio facilissimo…ma neanche elusivo come un martino o altri volatili più piccoli!
L’airone cenerino, il più grande fra gli aironi, deve il suo nome a causa del piumaggio grigio e bianco;
nonostante a volte l’airone cenerino possa sembrare molto goffo e impacciato, in volo è elegantissimo e possente, sopratutto mentre assume la caratteristica posa col collo a S, che gli permette di esser ben bilanciato.
Essendo un uccello acquatico l’airone cenerino si nutre di pesci, insetti e anfibi, e il suo corpo di è evoluto proprio in funzione delle necessità alimentari: il collo lungo e sinuoso permette all’airone cenerino di pescare con estrema facilità, aiutato dall’affilatissimo becco col quale tira temibili affondi.
L’airone cenerino nidifica di solito sugli alberi in zone acquatiche o paludose, zone dette comunemente garzaie.
Beh che dire, spero che le foto vi piacciano; in ogni caso vi lascio questo link di approfondimento dove potrete scoprire un pò di più su questo bel volatile: clicca qui.
Posted by Acirdesign, 14 luglio 2009 on 9:33

…pennuti dall’Oasi di S.Aless
L’Oasi di S.Alessio, in provincia di Parma, è un luogo splendido per gli appassionati di fotografia naturalistica e non solo; l’oasi, attualmente di diversi ettari, era una zona industriale adibita alla coltura agricola, con la presenza di una fogna a cielo aperto.
Già nel 1973, dopo lunghi e svariati lavori di riqualifica per creare boschi, stagni e corsi d’acqua al fine di rendere paludosa la zona sono state introdotte alcune specie di volatili, fra cui il cavaliere d’italia e altri volatili migratori che si fermano all’oasi per svernare e spesso nidificare prima di continuare il loro viaggio verso sud.
L’oasi è suddivisa in varie zone: tramite vari camminamenti scavati fra le zone paludosi si può accedere a voliere dove vengono ospitati gli animali più rari, oppure feriti, prima di essere reintrodotti in natura. Alcune voliere ospitano esemplari tropicali degni di nota: tucani, colibrì, pappagalli brasiliani,avvoltoi e gallinacci sud americani tipo bee-bep! In questa zona gli animali sono molto confidenti e abituati alla presenza dell’uomo: durante la mia visita ero praticamente solo all’interno dell’oasi, e con stupore un uccellaccio ha scavalcato il recinto e mi ha seguito per tutto il camminamento, beccandomi le scarpe!
Oltre alle voliere la maggior parte dell’oasi ospita garzaie (il luogo naturale paludoso dove nidificano e vivono gli aironi ed altre specie di volatili) e capanni d’osservazione, dove gli animali come aironi cenerini, pellicani, cicogne, folaghe, nitticore e via dicendo sono libere di spostarsi e di far loro quello che gli pare.
Insomma, ecco qualche foto: se per caso vi fate visita ricordatevi di portare più di una compact flash perchè il luogo vi da la possibilità di scattare una tonnellata di immagini! (ancora le sto sviluppando, nonostante la visita risalga a due/tre settimane fa)
Posted by Acirdesign, 18 giugno 2009 on 8:37

Questo arcigno pennuto si ingozza di pesci senza fermarsi un minuto; ingoia esemplari anche molto grossi in quantità industriale per poi riposarsi al sole sull’orlo della garzaia.
Caratteristica fondamentale del cormorano è la pesca sul fondo., dato che riesce a immergersi a prodondità notevoli anche per parecchio tempo.
Ciononostante in italia è spesso presente in zone palustri oppure in luoghi dall’acqua bassa (è proprio un pigrone)
Spero che le foto vi piacciano!
Tratto da:
http://www.lentinionline.it/z_cormorano.htm
I cormorani hanno un corpo affusolato, lungo fino a 90 cm, un becco robusto terminante a uncino e una piccola sacca gulare simile a quella dei pellicani. Il collo è lungo e flessibile e la coda è rigida. Il piumaggio è nero lucente, con parti bianche in talune specie. Molte hanno anelli di cute nuda, vistosamente colorata intorno agli occhi. In qualità di uccelli acquatici, i cormorani hanno zampe con piedi palmati. Le loro penne inoltre non sono perfettamente impermeabilizzate come quelle degli altri uccelli: grazie a questa caratteristica non trattengono aria e consentono un nuoto più efficiente durante le immersioni. Per catturare i pesci di cui si nutrono, infatti, i cormorani si tuffano in acqua e nuotano anche in profondità
Questo arcigno pennuto si ingozza di pesci senza fermarsi un minuto; può
Posted by Acirdesign, 7 giugno 2009 on 22:13

Posted by Acirdesign, 1 giugno 2009 on 13:22

Ecco voi una grottesca partita a pallacanestro fra Acir the Cat e i suo gattozzi cazzo-ciccioni e il parto malato dell’efebico Malox, l’uomo chetaminico!
Dopo 7 ore di duro IMBIANC IMBIANC, DIPING DIPING, il risultato non è stato mica malvagio!
Posted by Acirdesign, 30 maggio 2009 on 17:21

E’ passato un pò di tempo, ma ancora ricordo con piacere la gita verso Capriolo, comune di circa 8.000 anime a sud del Lago d’ISeo, terra di colline dolci e vigneti pregiati.
Il tutto è nato con una proposta: “Gabri che ne dici di fare un gita su un treno a vapore?”
E si, perchè le Ferrovie dello Stato hanno ancora in servizio alcune vecchie locomotive a vapore, tenute in servizio per gite e visite turistiche della “vecchia lombardia”
Ora, quale occasione migliore per salire su una vecchia locomotiva del 1930 (usata come treno porta rifornimenti durante la Seconda Guerra mondiale e successivamente come treno ospedale) se non quella della Sagra del Brasato?
Già dall’inizio del viaggio, partenza da stazione Lambrate, l’atmosfera era molto particolare: la locomotiva sferragliante sbuffava pennacchi di fumo cinereo e solo la frotta di bambini e persone armate di macchine fotografiche ricordava al mesto viaggiatore di non trovarsi in banchina in un qualsiasi anno degli inizi del 900.
Anche le carrozze, molto particolari e pulite, sono rimaste uguali e identiche a com’erano nel 1930: sedili in legno spartani, una porta per la discesa accanto a ogni posto, pubblicità d’epoca e lampade stile bell’epoque dalle curiose lampadine blu, utilizzate in guerra per attirare l’attenzione con la troppa luce.
Il viaggio verso Capriolo è stato piacevole: via lungo le dolci campagne lombarde, per poi scivolare sull’Adda e su, sino a Brescia e la nostra meta, dove una bella scarpinata ci attende.
Il treno ci lascia in un campo d’erba fuori dalla cittadina, e subito si inzia l’arrampicata verso l’abbazzia Sa il Cavolo ( di cui non ho foto causa impossibilità di fotografare dentro), lungo vicoli caratteristici e stretti dove ho potuto mettere alla prova le doti grandangolari del mio Sigma 12-24. Arrivati all’abbazzia dolo un lungo rompimento di coglioni di suora che ci ha fracassato con la lunghissima storia dell’ordine del Sa il Cavolo tutti giù, verso il centro di Capriolo, pronti a ingozzarci al ristorante.
Insomma grande merito al bis di primi e al vinello rosso che scorreva a fiumi, ma il brasato con polenta era veramente fenomenale, degno di un secondo e di un terzo assaggio.
Dopo una breve passeggiata per sturare il mattone nello stomaco che c’e’ di meglio di una visita a una tipica cantina della Franciacorta?
La zona di Franciacorta, che prende il nome da “curtes francae” ovvero corte franca, una comunità di monaci che erano esenti dai dazi dalla tassazione terrena durante l’Alto Medioevo (anche se leggenda narra che il nome sia stato battezzatto in occasione della breve conquista del territorio da parte di Carlo Magno, durante l’ottavo secolo), e famosissima e rinomata per i vini e per gli spumantini, tutti davvero gradevolissimi e pregiati, tanto da guardagnarsi la nomenclatura DOC ben prima di altre zone rinomate d’italia.
I vari pinot, brut, extrabrut e saten sono tanto pregevoli da poter gareggiare, se non surclassare, e ben più rinomati champagne francesi.
La visita alla cantina è stata molto suggestiva, e la guida ci ha informato sulle varie fasi della lavorazione e dell’invecchiamento del vino, ma il mio cervello era spento, e non vedeva l’0ra di un assaggio, che puntualmente è arrivato sul terrazzo ventilato della cantina: ovviamente mi sono scolato un paio di bicchierini prima di dire “hum certo, FRUTTATO, questo si che è spumante!”
Dopo l’assaggio…beh era tardi e dopo una corsa al treno (io e dani ci eravamo persi fra le viottole di Capriolo) pronti per tornare a Milano, ma non prima di scattare qualche foto dal finestrino del treno: lo ammetto, il paesaggio delle brughiere lombarde all’imbrunire ha su di me un fascino davvero particolare !
Posted by Acirdesign, 8 maggio 2009 on 14:47

Che c’e’ di meglio di una passeggiata coi miei migliori amici in mezzo al verde del Parco delle Groane, un caratteristico e bistrattato parco nella zona nord di Milano che pure sa regalare dei begli scorci e affascinanti panorami?
Beh ovviamente fare questa passeggiata armati di due macchine fotografiche e obbiettivi al seguito e sparare un miliardo di minchiate al secondo. Ebbene si, perchè con Robi e Manu non si ha scampo: se si esce insieme finisce sempre a farsi grasse risate e a sproloquiare su discorsi impossibili (la limousine in mezzo alla palude?!?)
Beh, nononostante la perplessità iniziale del Robi, che affaticato dalla sua trippa non aveva voglia di venire a farsi una passeggiata da gay, (mentre manu sembrava un boyscout, neanche gli ho detto “ei andiamo a fare due foto al parco delle Gr…. che già aveva messo il cappello e i calzoni da babbo col laccetto giallo) e le mille peripezie iniziali (abbiamo incontrato parecchi scemi della merda ed eroinomani, e nessuno che sapesse indicarci la strada) la passeggiata è stata davvero uno spasso!
E, nonostante a far foto siamo degli imbecilli totali alcuni scatti non sono usciti per niente male!
Alla prossima ragassuoli!
ps: per scaricare le foto andate sul mio flick cliccando QUI; troverete le miniature delle foto, cliccandole avrete la foto ingrandita e per salvarla basterà fare tasto destro del mouse/salva con nome. Questo è quanto!
Posted by Acirdesign, 3 maggio 2009 on 19:52

E’ incredibile constatate come alcuni luoghi, che spesso e sovente non ci degnamo di prendere in alcuna considerazione durante il nostro stressante vivere quotidiano, nascondano piccoli mondi da scoprire, placidi nascondigli ove la realtà sublima nel sogno, ed è possibile sbrigliare l’immaginazione e il pensiero, lasciandoli liberi di incantarci con sprazzi violenti di viola ed esplosioni serafiche di giallo.
E si, perchè nel minuto microcosmo che ho scoperto nel giardino della mia bella danielina non si può che rimaner incantati dall’armoniosa commistione di colori primaverili, di timidi fiori appena sbocciati e fugaci insetti silenziosi.
Mai avrei creduto di trovare simil beltà qui, a così pochi passi da casa. Eppure mi son dovuto ricredere: l’importante, ogni tanto è fermarsi a guardare, e lasciarsi trasportare, per una almeno una volta, dal richiamo sommesso della natura….