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Archive for the ‘Photography’ Category

Paesaggi

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Maledizione, cari ragazzi, la fotografia di paesaggi è difficilissima.
Primo perchè, nonostante ciò che si creda, ci vuole un’ampio bagaglio di conoscienze tecniche sulla fotografia che non sia il solito “punta e scatta”.
Secondo perchè, lasciando stare tipologie di foto architettoniche, e foto diciamo “street”, i paesaggi devono essere quanto meno belli e interessanti e ammetto che la cosa non sia facile da coniugare, vivendo nel bel mezzo della depressissima pianura padana e con pochi soldi per spostarsi (anche se c’e’ da dire che le Alpi sono abbastanza vicine!)
Terzo, ma non ultimo, le fotografie di paesaggi sono sempre le più difficili da sviluppare: il fotografo più o meno scafato di photoshop e annessi può lasciarsi prendere la mano da effetti Orton, virate in bianco e nero, sfocature controllate e via dicendo, alterando irrimediabilmente lo scatto originale. Non che ciò possa essere sempre un male, però non bisogna esagerare…
E lo ammetto, in alcuni di questi pochi scatti mi sono lasciato prendere la mano.
Mi prometto di riuscire a fare migliori fotografie di paesaggi in futuro, nella speranza di riuscire a viaggiare un pochino di più.
In ogni caso spero che questi obbrobri vi piacciano!
Ciao

Light my fire! (Messina by night e fuochi artificiali…)

Fuoco d'artificio

Dall’immenso terrazzo panoramico di mio zio Paolino, ecco un pò di scatti dei magnificenti “GIOCHI I’ FOCO” di Messina, i fuochi pirotecnici che chiudono la serata di ferragosto e che sono, a buon ragione, invidiati da tutto lo stretto, sopratutto da chi fitusi pezz’immedda i Reggiu Calabbria…si fa per dire ovviamente!
Particolarità di questi splendidi fuochi, è che vengono sparati da alcune chiatte preparate dai vigili del fuoco proprio alla base della Madonnia di Messina, che viene illuminata dall’alto dalle perfette coreografie di luce dei mastri artificeri siciliani.
Il punto panoramico da cui scattavo (monte piselli) da un’ampia visuale su tutta la città di Messina, ed era quindi perfetto per immortalare i fuochi; in ogni caso vi assicuro che vedere i giochi di fuoco dal porto, a un centinaio di metri di distanza dalla Madonnina, coi botti che squassano l’aere sopra la vostra testa è davvero impagabile…

Beh, ciancio alle bande e banbdo alle ciance, ecco le foto e spero che vi piacciano!

Messina by night Messina by night 2 Cristorrè di notte Fuoco d'artificio Fuoco d'artificio Fuoco d'artificio Fuoco d'artificio Fuoco d'artificio Fuoco d'artificio Fuoco d'artificio Fuoco d'artificio Fuoco d'artificio Fuoco d'artificio Fuoco d'artificio Fuoco d'artificio Fuoco d'artificio Fuoco d'artificio Fuoco d'artificio Fuoco d'artificio Fuoco d'artificio Fuoco d'artificio Fuoco d'artificio Fuoco d'artificio Fuoco d'artificio Fuoco d'artificio Fuoco d'artificio Fuoco d'artificio Fuoco d'artificio Fuoco d'artificio Fuoco d'artificio Fuoco d'artificio Fuoco d'artificio Fuoco d'artificio Fuoco d'artificio Fuoco d'artificio Fuoco d'artificio Fuoco d'artificio Fuoco d'artificio Fuoco d'artificio Fuoco d'artificio Fuoco d'artificio Fuoco d'artificio

Airone cenerino

Airone cenerino in volo

Ecco un pò di foto di uno dei miei soggetti preferiti e, a onor dele vero, anche dei più facili da fotografare se si è appassionati di fotografia naturalistica. Certo non proprio facilissimo…ma neanche elusivo come un martino o altri volatili più piccoli!
L’airone cenerino, il più grande fra gli aironi, deve il suo nome a causa del piumaggio grigio e bianco;
nonostante a volte l’airone cenerino possa sembrare molto goffo e impacciato, in volo è elegantissimo e possente, sopratutto mentre assume la caratteristica posa col collo a S, che gli permette di esser ben bilanciato.
Essendo un uccello acquatico l’airone cenerino si nutre di pesci, insetti e anfibi, e il suo corpo di è evoluto proprio in funzione delle necessità alimentari: il collo lungo e sinuoso permette all’airone cenerino di pescare con estrema facilità, aiutato dall’affilatissimo becco col quale tira temibili affondi.
L’airone cenerino nidifica di solito sugli alberi in zone acquatiche o paludose, zone dette comunemente garzaie.
Beh che dire, spero che le foto vi piacciano; in ogni caso vi lascio questo link di approfondimento dove potrete scoprire un pò di più su questo bel volatile: clicca qui.

In posa col classico collo ad S Airone cenerino e un'amica tartaruga Airone in volo Il piumaggio dell'airone cenerino Airone cenerino e il suo lauto pasto Airone cenerino in volo Airone cenerino in volo In posa Una posa elegante A dieta!

Un pò di…

Martino

…pennuti dall’Oasi di S.Aless
L’Oasi di S.Alessio, in provincia di Parma, è un luogo splendido per gli appassionati di fotografia naturalistica e non solo; l’oasi, attualmente di diversi ettari, era una zona industriale adibita alla coltura agricola, con la presenza di una fogna a cielo aperto.
Già nel 1973, dopo lunghi e svariati lavori di  riqualifica per creare boschi, stagni e corsi d’acqua al fine di rendere paludosa la zona sono state introdotte alcune specie di volatili, fra cui il cavaliere d’italia e altri volatili migratori che si fermano all’oasi per svernare e spesso nidificare  prima di continuare il loro viaggio verso sud.
L’oasi è suddivisa in varie zone: tramite vari camminamenti scavati fra le zone paludosi si può accedere a voliere dove vengono ospitati gli animali più rari, oppure feriti, prima di essere reintrodotti in natura. Alcune voliere ospitano esemplari tropicali degni di nota: tucani, colibrì, pappagalli brasiliani,avvoltoi e gallinacci sud americani tipo bee-bep! In questa zona gli animali sono molto confidenti e abituati alla presenza dell’uomo: durante la mia visita ero praticamente solo all’interno dell’oasi, e con stupore un uccellaccio ha scavalcato il recinto e mi ha seguito per tutto il camminamento, beccandomi le scarpe! 
Oltre alle voliere la maggior parte dell’oasi ospita garzaie (il luogo naturale paludoso dove nidificano e vivono gli aironi ed altre specie di volatili) e capanni d’osservazione, dove gli animali come aironi cenerini, pellicani, cicogne, folaghe, nitticore e via dicendo sono libere di spostarsi e di far loro quello che gli pare.
Insomma, ecco qualche foto: se per caso vi fate visita ricordatevi di portare più di una compact flash perchè il luogo vi da la possibilità di scattare una tonnellata di immagini! (ancora le sto sviluppando, nonostante la visita risalga a due/tre settimane fa)

Martin Pescatore Il possente Gipeto Martino Pellicano comune Cicogna Nera Ritratto di pellicano comune Le ali del pellicano Femmina di Cavaliere d'Italia Femmina di Cavaliere d'Italia Gufo Reale Maschio di Cavaliere d'Italia Spatola in caduta libera Spatole Gufo reale Gufo reale Giovani di Nitticora Ritratto di Avocetta Avocetta GRUK GRUK Cormorano Gallinaccio sub-tropicale Seriema crestato Ritratto di Seriema Crestato Un pennuto coloratissimo Sono io il più bello! Pappagalli verdi Uno strano uccello

Il cormorano

Cormorano

Questo arcigno pennuto si ingozza di pesci senza fermarsi un minuto; ingoia esemplari anche molto grossi in quantità industriale per poi riposarsi al sole sull’orlo della garzaia.
Caratteristica fondamentale del cormorano è la pesca sul fondo., dato che riesce a immergersi a prodondità notevoli anche per parecchio tempo.
Ciononostante in italia è spesso presente in zone palustri oppure in luoghi dall’acqua bassa (è proprio un pigrone)
Spero che le foto vi piacciano!

Cormorano Cormorano Cormorano e il suo lauto pasto Cormorano che pasteggia Cormorano Glup Cormorano in fase di decollo Cormorano in fase di decollo Cormorano in fase di decollo

Tratto da: 

http://www.lentinionline.it/z_cormorano.htm

I cormorani hanno un corpo affusolato, lungo fino a 90 cm, un becco robusto terminante a uncino e una piccola sacca gulare simile a quella dei pellicani. Il collo è lungo e flessibile e la coda è rigida. Il piumaggio è nero lucente, con parti bianche in talune specie. Molte hanno anelli di cute nuda, vistosamente colorata intorno agli occhi. In qualità di uccelli acquatici, i cormorani hanno zampe con piedi palmati. Le loro penne inoltre non sono perfettamente impermeabilizzate come quelle degli altri uccelli: grazie a questa caratteristica non trattengono aria e consentono un nuoto più efficiente durante le immersioni. Per catturare i pesci di cui si nutrono, infatti, i cormorani si tuffano in acqua e nuotano anche in profondità

Questo arcigno pennuto si ingozza di pesci senza fermarsi un minuto; può

Un battito d’ali

Azzurro tenue...

Salta che ti passa Libellula azzurra Azzurro tenue... Un battito d'ali... Una piccola libellula Libellula Albina Libellula Un insetto dalle antenne lunghe Un moschino... Fragolina...

Acir the Cat e Malox Rhinoceros (Lorenzo Lamas)

Basket time!
Ecco voi una grottesca partita a pallacanestro fra Acir the Cat e i suo gattozzi cazzo-ciccioni e il parto malato dell’efebico Malox, l’uomo chetaminico!
Dopo 7 ore di duro IMBIANC IMBIANC, DIPING DIPING, il risultato non è stato mica malvagio!
Angolo destro...gatti che giocano Basket time! Angolo sinistro...rinoceronte in difesa... Panoramica In contemplazione Il culo del rinoceronte Gatti pazzi Un ombellico molto strano Al lavoro... Di lato...troppo! Manca poco! Quanto è alto sto gatto?! Spruz Spruz Acir and Malox baby Deaf sta pensando Primi passi Un pò di ombra Traccia HUM Questo fenicottero ha un occhio parecchio storto...

In viaggio verso Capriolo

Dani
E’ passato un pò di tempo, ma ancora ricordo con piacere la gita verso Capriolo, comune di circa 8.000 anime a sud del Lago d’ISeo, terra di colline dolci e vigneti pregiati.
Il tutto è nato con una proposta: “Gabri che ne dici di fare un gita su un treno a vapore?”
E si, perchè le Ferrovie dello Stato hanno ancora in servizio alcune vecchie locomotive a vapore, tenute in servizio per gite e visite turistiche della “vecchia lombardia”
Ora, quale occasione migliore per salire su una vecchia locomotiva del 1930  (usata come treno porta rifornimenti durante la Seconda Guerra mondiale e successivamente come treno ospedale) se non quella della Sagra del Brasato?
Già dall’inizio del viaggio, partenza da stazione Lambrate, l’atmosfera era molto particolare: la locomotiva sferragliante sbuffava pennacchi di fumo cinereo e solo la frotta di bambini e persone armate di macchine fotografiche ricordava al mesto viaggiatore di non trovarsi in banchina in un qualsiasi anno degli inizi del 900.
Anche le carrozze, molto particolari e pulite, sono rimaste uguali e identiche a com’erano nel 1930: sedili in legno spartani, una porta per la discesa accanto a ogni posto, pubblicità d’epoca e lampade stile bell’epoque dalle curiose lampadine blu, utilizzate in guerra per attirare l’attenzione con la troppa luce.
Il viaggio verso Capriolo è stato piacevole: via lungo le dolci campagne lombarde, per poi scivolare sull’Adda e su, sino a Brescia e la nostra meta, dove una bella scarpinata ci attende.
Il treno ci lascia in un campo d’erba fuori dalla cittadina, e subito si inzia l’arrampicata verso l’abbazzia Sa il Cavolo ( di cui non ho foto causa impossibilità di fotografare dentro), lungo vicoli caratteristici e stretti dove ho potuto mettere alla prova le doti grandangolari del mio Sigma 12-24. Arrivati all’abbazzia dolo un lungo rompimento di coglioni di suora che ci ha fracassato con la lunghissima storia dell’ordine del Sa il Cavolo tutti giù, verso il centro di Capriolo, pronti a ingozzarci al ristorante.
Insomma grande merito al bis di primi e al vinello rosso che scorreva a fiumi, ma il brasato con polenta era veramente fenomenale, degno di un secondo e di un terzo assaggio.
Dopo una breve passeggiata per sturare il mattone nello stomaco che c’e’ di meglio di una visita a una tipica cantina della Franciacorta?
La zona di Franciacorta, che prende il nome da “curtes francae” ovvero corte franca, una comunità di monaci che erano esenti dai dazi dalla tassazione terrena durante l’Alto Medioevo (anche se leggenda narra che il nome sia stato battezzatto in occasione della breve conquista del territorio da parte di Carlo Magno, durante l’ottavo secolo), e famosissima e rinomata per i vini e per gli spumantini, tutti davvero gradevolissimi e pregiati, tanto da guardagnarsi la nomenclatura DOC ben prima di altre zone rinomate d’italia.
I vari pinot, brut, extrabrut e saten sono tanto pregevoli da poter gareggiare, se non surclassare, e ben più rinomati champagne francesi.
La visita alla cantina è stata molto suggestiva, e la guida ci ha informato sulle varie fasi della lavorazione e dell’invecchiamento del vino, ma il mio cervello era spento, e non vedeva l’0ra di un assaggio, che puntualmente è arrivato sul terrazzo ventilato della cantina: ovviamente mi sono scolato un paio di bicchierini prima di dire “hum certo, FRUTTATO, questo si che è spumante!”
Dopo l’assaggio…beh era tardi e dopo una corsa al treno (io e dani ci eravamo persi fra le viottole di Capriolo) pronti per tornare a Milano, ma non prima di scattare qualche foto dal finestrino del treno: lo ammetto,  il paesaggio delle brughiere lombarde all’imbrunire ha su di me un fascino davvero particolare !

Io, dani, e il treno a vapore Il treno a vapore! 20 kilometri orari... Dal finestrino... I campi dell'alta lombardia Verso Milano... L'Adda credo... Io e Antonio Un trattorino piccolo piccolo Occhio al cartello! UN casale dell'alto lombardo Cantina Franciacorta Dani pronta a degustare I vari stadi della lavorazione dello spumante Alcuni attrezzi In viaggio! Il lungo bruco a vapore... Un casale sperduto Gradite un assaggio? Torchio Dani Dani Ancora dani...basta! Un ramoscello di violette Dani e Antonio Io e Dani Le colline di Capriolo Capriolo vista dall'alto Doti grandangolari... Panoramica Un altra vista di Capriolo Su, verso l'abbazzia! 12-24 sigma in azione Che vicolungo! Dani prima della partenza! Dani e sullo sfondo, il treno a vapore! Antonio e consorte Il culo del treno Lo spala carbone è pronto a combattere

Prr

Prr + Abbominevole

Che dire se non…PRRR!

My Stickers Prrr Garibaldi Subway Acir   

Prrr Prrr in Lambrate Subway Prrr + Nice sticker Prrr + Abbominevole

Passeggiata con gli amici al parco delle Groane

Che forza robi!

Che c’e’ di meglio di una passeggiata coi miei migliori amici in mezzo al verde del Parco delle Groane, un caratteristico e bistrattato parco nella zona nord di Milano che pure sa regalare dei begli scorci e affascinanti panorami?

Beh ovviamente fare questa passeggiata armati di due macchine fotografiche e obbiettivi al seguito e sparare un miliardo di minchiate al secondo. Ebbene si, perchè con Robi e Manu non si ha scampo: se si esce insieme finisce sempre a farsi grasse risate e a sproloquiare su discorsi impossibili (la limousine in mezzo alla palude?!?)
Beh, nononostante la perplessità iniziale del Robi, che affaticato dalla sua trippa non aveva voglia di venire a farsi una passeggiata da gay, (mentre manu sembrava un boyscout, neanche gli ho detto “ei andiamo a fare due foto al parco delle Gr…. che già aveva messo il cappello e i calzoni da babbo col laccetto giallo) e le mille peripezie iniziali (abbiamo incontrato parecchi scemi della merda ed eroinomani, e nessuno che sapesse indicarci la strada) la passeggiata è stata davvero uno spasso!
E, nonostante a far foto siamo degli imbecilli totali alcuni scatti non sono usciti per niente male!
Alla prossima ragassuoli!

ps: per scaricare le foto andate sul mio flick cliccando QUI;  troverete le miniature delle foto, cliccandole avrete la foto ingrandita e per salvarla basterà fare tasto destro del mouse/salva con nome. Questo è quanto!

Uno strano grappolo Fiori bianchi Violetta Parco delle Groane all'albeggiare Campo al tramonto... Tramonto e natura... Violetta Una zanzara innocua... Passero rosso Giglio Un pò di alberi... Laghetto Un albero solo soletto... Cane?! Da dove spunta sto cane?!? Io Una bici... Una foglia rossa... Canneto Un ramo... Robi Manu Io Una ruota interrata Un soffione... Siamo nella palude?!? Magione in rovina delle Groane... Violetta La chiusa delle 7 cascate Un bell'albero verde Uno scorcio del parco Io che fotografo... Un povero albero caduto Fiori bianchi (bella foto raga!) Che palle sti fiori bianchi! Una casa bianca... I campi della Lombardia... Funghi verdi Un altro scorcio della casa bianca Un'altra chiusa del sentiero delle 7 cascate Che forza robi! Il sentiero dellle 7 cascate ? (complimenti raga, bella foto) What?! Il sentiero nel bosco Il ponte traballante...