Auguri Italia

Posted by Acirdesign, 17 marzo 2011 on 21:46

Tanti auguri Italia!
E per festeggiare, eccovi un bel loghino celebrativo per i 150 anni del paese che, nonostante le profonde contraddizioni, rimane il più bello del mondo!
Mi son reso conto di adorare i font …quindi carissimi lettori, preparatevi, credo che ogni tanto vi annoierò con le mie creazioni tipografiche…

Matti:
ti sfido.




Cotto e Gustato

Posted by Acirdesign, 12 febbraio 2011 on 12:18

Giorni di febbrile preparazione per Acirdesign: nuove foto? Nuovi fumetti? Ebbene no!
Ogni tanto il richiamo del web design si fa sentire come un scimmia urlatrice scesa dall’albero per rapire un bambino, e se c’e’ una cosa che ho imparato e che è assolutamente impossibile resistergli…tanto vale ascoltare (e ogni tanto sganciare qualche banana).
Insomma quando si è iniziato a discutere del progetto di un blog /social network dedicato alla cucina non ho potuto controllarmi e mi son dovuto buttare a capofitto nella progettazione e implementazione di un portale che permettesse agli utenti di leggere le ricette, di commentarle, di postarne di proprie e di stringere amicizia con gli altri utenti.
Soluzione? Il tanto amato WordPress + Buddypress, plug in per la gestione dei contenuti in pieno stile social network…e poi via, HTML, CSS, iniezioni di plug in a raffica, prova di qui, prova di lì…
Ordunque sono fiero di mostrarvi il risultato:

http://www.cottoegustato.it

il primo Social Network Culinario!
Insomma se avete delle ricette da condividere, se siete amanti del buon cibo o anche se siete solo un pò curiosi…fateci un salto e fatemi sapere che ne pensate!




Play With The Light

Posted by Acirdesign, 25 novembre 2010 on 18:56

Ogni tanto mi parte l’embolo e mi metto a fare qualche minchiata grafica con Illustrator e Photoshop.
In questo caso un poster 50×70 per il web contest di Ziguline.
Come funziona il contest? Semplicissimo, create un poster con una minima parvenza grafica/artistica
e speditelo al sito di Ziguline (che vi ho appena linkato); il poster sarà pubblicato sun un’apposito Album di Facebook (altro link) dove i migliori saranno votati, in pieno stile Social Network Democracy.
Giust’appunto ieri notte ho avuto modo di vedere Social Network il film del bravo Fincher (autore di Fight Club e l’ottimo Zodiac fra l’altro) sulle vicende di Zuckerberg, il creatore di Facebook, e sulle controversie legali nate assieme alla sua creazione.
Volete un consiglio? Guardatelo!
Il film merita molto… ritmo e dialoghi serratissimi e una regia che non stufa mai; Fincher ha il dono di saper costruire una pellicola interessante su una vicenda che potenzialmente non ha nulla di sconvolgente su fatti già abbastanza noti ai più nerd/geek/informati della rete.
Interessante notare come il ritratto di Zuckerberg che si delinea alla fine del film non sia affatto piacevole:
il geniale creatore del più famoso social network di sempre, macchina miliardaria che ha addirittura battuto Google come fonte di traffico in rete, è in realtà un sociopatico e un disadattato; la sua creatura informatica altro non è che un modo per attirare l’attenzione degli altri, e quando inizieranno ad arrivare fama, soldi e potere, Zuckerberg sacrificherà tutto pur di difendere facebook.
Ottima poi la visione rovesciata della vicenda: a differenza di altri film americani dove la figura del nerd è quella della “vittima” verso cui si prova pena/simpatia in questo caso Zuckerberg viene tratteggiato come un ragazzo senza scrupoli, in grado di serbare rancore ai suoi pochi amici e di avere a cuore solo il destino della suo giocattolo diventato improvvisamente di interesse planetario.
Notevole poi come, anche in questo caso, ad ogni grande idea informatica corrisponda quasi sempre un “furto di idee” (Microsoft anyone?), dato che il ragazzo prodigio viene contattato da due ragazzi del Campus con la proposta di programmare un social network interno ad Harvard…peccato che Zuckerberg dopo aver accettato la proposta se ne esca per i fatti suoi con Facebook….
Insomma non è da tutti girare un film incentrato sulle vicende di un personaggio quasi insignifacante ed uscire con un così buon prodotto…quindi andate al cinema, che aspettate?!




Push it to the Limit

Posted by Acirdesign, 9 febbraio 2010 on 1:18

Sample

01:06 AM : un pò di tavole da skate ideate, progettate e vomitate dal qui presente.
Buona notte e….Push it to the Limit, baby!

Push it to the Limit


Machinarium

Posted by Acirdesign, 18 dicembre 2009 on 15:47

robot

Machinarium?!?!…Beh, per chi non lo sapesse è il titolo di un’avventura grafica creata dallo studio degli Amanita Design, sviluppatori della Repubblica Ceca già fautori di Samorost, un altro piccolo gioiello che potete giocare a questo indirizzo: CLICCA QUI.
Ho sempre adorato le avventure grafiche, sin da quando mio padre aveva un Amstrad senza disco rigido e con dischetti da 5,25; quanti ricordi…Monkey 1 con grafica EGA e Indiana Jones and the Last Crusade di cui non avevo i codici di sblocco, che mi impedivano di continuare l’avventura fuori dal Barnett College! 
Poi venne il tempo del primo Pentium (insomma quel maledetto Amstrad lo tenni per un casino di tempo!!) e subito a recuperare tutti i titoli Lucas Art di cui non avevo potuto godere ai tempi: tutti i Monkey, Indiana Jones and The Last Crusade, Day of  The Tentacle, Sam & Max e così via. Poi, per anni, il buio…
Il genere delle avventure grafiche cade in disuso, sostiuito dai vari spara/spara e corri/corri e la Lucas Art, dopo vari stravolgimenti che hanno permesso il fuggi fuggi generale di tutte le ment geniali che vi lavoravano, annulla definitivamente tutte le avventure che erano in sviluppo per dedicarsi a tutt’altro. La fine di un era…
Certo, ci sono state sicuramente altre perle videoludiche, così come il genere delle avventure non è riconducible solo al periodo d’oro LUCAS, ma personalmente non ho mai adorato le avventure alla MYST, o giochi senza il sense of humour tipico dei prodotti che caratterizzano i prodotti di punta della casa del grande George.
Stessa cosa dicasi per i titoli troppo incentrati al puzzling, tipo Syberia e via dicendo (tranne Gobliins a Woodruf, che ho amato!); proprio per questo in questi anni, oltre al redivivo nonchè fantastico Sam & Max, non ho giocatoheader praticamente a nulla che abbia incontrato il mio gusto .
Tutto questo ovviamente fino a Machinarium…
Ora ovviamente mi prenderete per un pazzo, ma Machinarium non ha praticamente nulla a che fare con la filosofia della avventure Lucas tranne, ovviamente, il fatto di essere un avventura grafica!
E quindi perchè ci hai sfracellato la minchia fin’ora?! vi starete chiedendo in tanti?!
Beh perchè Machinarium è davvero un gioiello che qualsiasi amante delle avventure grafiche, e dei videogiochi in generale deve assolutamente giocare, la dimostrazione di come sviluppatori con pochi mezzi finanziari ma con grandi idee possano creare un gioco originale, divertente e di fortissimo impatto.
Perchè Machinarium ha poco a che fare con la filosofia dei giochi Lucas?
Presto detto: nella sua natura intrinseca Machinarium è più simile a un gioco stile Gobliiins, dove gli enigmi e i puzzle da completare sono circoscritti all’interno di una singola schermata (al massimo due o tre), utilizzando oggetti e meccanismi che si trovano all’interno delle schermate stesse, piuttosto che a un’avventura di ampio respiro dove oggetti, enigmi, e relative soluzione sono dilsocate all’interno del gioco in modo sparso. machinarium_04_bigger-1024x603
L’ambientazione di Machinarium è molto particolare: le vicende del gioco infatti si svolgono in un mondo fatto di macchine e di robot, dove ogni oggetto, luogo, abitante, è costruito in un modo meccanico dai toni molto retrò. 
Tutte le ambientazioni e le macchine sono arrugginite, cigolanti, con un design che si rifà agli automi  e alle stramberie di Jules Verne o all’età dell’oro della fantascienza anni 40 o 50.
I fondali e i personaggi del gioco sono disegnati a mano in un modo superbo, sublime, e animati graziosamente in flash, garantendo al gioco di poter girare anche su un pc vecchio di 10 anni…
Ma tornando al gioco…all’inizio dell’avventura saremo subito catapultati ina una discarica piena di vecchia ferraglia,  non sapendo nulla sul protagonista e su quale sia lo scopo che lo muove ad agire all’interno del mondo di Machinarium.machinarium_02_full
Proseguendo con l’avventura però, avremo pian piano alcuni indizi sulla trama e sul perchè il nostro robottino si affanni tanto a risolvere gli intricati puzzle; non vi rovinerò la sorpresa raccontandovi i dettagli dell’intreccio, ma nonostante questi non sia nulla di particolarmente innovativo, il motivo di fondo della trama è molto carino ed incentrato sui sentimenti che, paradossalmente, anche una macchina può provare!
Il protagonista di questo soave videogames, spero lo abbiate capito ormai,  è un piccolo robottino senza nome; egli (o esso!!) ha la capacità di allungare gli arti per arrivare a utilizzare o a raccogliere elementi troppo alti o troppo bassi (ad esempio si può accorciare le gambine del protagonista per farlo diventare un piccolo nanetto robottico!).
L’inventario del protagonista è il protagonista stesso, dato che tutti gli oggetti che raccoglieremo saranno fagocitati e immagazzinati all’interno del pancino metallico del nostro eroe; gli oggetti potranno essere utilizzati per risolvere i puzzle oppure essere combinati con altri oggetti per ottenere un oggetto totalmente nuovo (anche se ciò non avviene spesso).
I puzzle che andremo ad affrontare hanno spesso una logica abbastanza ferrea dietro e, nonostante si tratterà di attivare macchine stranissime o di risolvere situazioni all’apparenza impossibili, spesso dopo un pò di ragionamento riusciremo a capire come procedere senza che il tutto diventi troppo frustrante o noioso, anche grazie ad alcuni aiuti che lo stesso protagonista ci elargirà tramite fumetti.
Machinarium-31111Già, perchè altra importante caratteristica di questo piccolo gioiello videoludico è che durante il gioco sono del tutto assenti le scene parlate: il protagonista, così come tutti gli altri personaggi che incontreremo durante il gioco, è muto, e si esprime tramite gesti, ammiccamenti o fumetti.
L’assenza del parlato, insieme a una colonna sonora molto suggestiva e rilassante che ci accompagna durante il gioco crea un’atmosfera rarefatta e piacevole, quasi sognante, trasportandoci in un mondo di macchine paradossalmente vivo, e pulsante. machinarium_predhernou-1024x647
L’avventura non è lunghissima, ma neanche troppo breve, e vi posso assicurare che quando la fnirete sarà un vero dispiacere perchè la soddisfazione di giocare a un titolo così fresco, originale e, per una volta, rilassante, è davvero molta.
Ora, se questo gioco è un capolavoro come dici, caro Acir, dov’e’ la fregatura? Beh a mio avviso non ce n’e'…già perchè
 non ultimo fra tutti i pregi del gioco c’è quello di essere venduto su Steam a solo 14 dollari, un prezzo davvero irrisorio se, come me, adorate le avventure grafiche e io giochi originali che non siano mere copie dei soliti vecchi titoloni capostipiti.
Di conseguenza non perdete l’occasione di giocare a questa piccola ed originalissima perla mi raccomando, non ve ne pentirete!!




Lu Polpo!

Posted by Acirdesign, 14 dicembre 2009 on 14:03

La piovra

Ho deciso di iniziare a pubblicare un pò di grafiche, quindi bando alle ciance e via
col primo Vectorial character di Acir Design! YU UH!