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Futurismo a Milano, terza parte
Gli anni venti e l’arte meccanica
Anni venti: l’Europa è impegnata nella ricostruzione dopo le ceneri lasciate dalla Grande Guerra.
Ma nonostante i profondi cambimenti sociali (basti ricordare “l’invasione” di reduci che ripopola le città dopo gli anni della guerra e che si trova disoccupata, alimentando, sopratutto in italia, le correnti nazionaliste che che parlano di Vittoria Mutilata, e che agognano una stagione di vittoria) ed ed economici (molte industrie del tempo avevano convertito le loro linee produttive per soddisfare l’alta richiesta di armamenti), i futuristi continuano nella loro nturale evoluzione. (continua…)
Futurismo a Milano, seconda parte
Eccoci con la seconda parte dedicata alla mostra sul Futurismo, visitata dal me medisimo quel piovoso pomeriggio si domenica 1 Marzo.
Ma bando alla ciance; subito dopo la sala dedicata a Marinetti e ai divisionisti ci si tuffa nelle prime sale dedicate alle opere vere e proprie.
Anni dieci e il dinamismo Plastico
Tutta la prima parte della mostra è dedicata agli dieci e al dinamismo plastico: i futuristi si sentono di abbandonare l’arte intesa come raffigurazione “statica” della realtà, per dipingere su tela il movimento e il dinamismo che è consono alla nuova era moderna che si affaccia coi primi anni del 900. Tutto ciò si traduce in quadri fugaci e velocissimi, in cui le linee si scompongono sino a dare il senso della velocità. Notevoli le opere di Boccioni e di Balla, che abbinano il concetto di velocità alla figura dei nuovi mezzi di locomozione, come la motocicletta, o anche a mezzi già conosciuti ma non per questo meno veloci (bicicletta e cavalli) (continua…)
Futurismo a Milano 01/03/2009

Dopo l’eccellente mostra dei neo-impressionisti e del superbo Magritte il palazzo reale offre un altra esposizione di livello internazionale: una panoramica sul movimento artistico e culturale d’avanguardia che influenzò la vita sociale di buona parte dell’inizio del novecento (dai primi anni 10 sino alla fine degli anni 30).
Se già la mostra su Bacon mi aveva impressionato per la grande quantità di opere portate nel cuore di Milano, e se di Magritte è stato (ed è tuttore, dato che la mostra continua fino al 29 marzo) possibile ammirare i migliori capolavori, col Futurismo il comune di Milano ha superato se stesso.
La mostra mi ha impressionato per la quantità di opere e per l’ottimo percorso che illustra le varie fasi del futurismo, da quelle embrionali della dei primi del 900 sino alle ultime evoluzioni artistiche.
Ma ciancio alle bande e via col resoconto della giornata e con una piccola digressione sulle varie fasi del futurismo, il tutto condito con qualche foto presa dalla rete (ahimè non è possibile scattare foto all’interno del palazzo Reale).
Dopo una lunga coda sotto la pioggia, che dall’entrata del palazzo arriva praticamente sino al sinistro del Duomo!? finalmente si viene accolti dalla luce tenue del Museo. (continua…)
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