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Futurismo a Milano, seconda parte

Eccoci con la seconda parte dedicata alla mostra sul Futurismo, visitata dal me medisimo quel piovoso pomeriggio si domenica 1 Marzo.
Ma bando alla ciance; subito dopo la sala dedicata a Marinetti e ai divisionisti ci si tuffa nelle prime sale dedicate alle opere vere e proprie.

Anni dieci e il dinamismo Plastico
Tutta la prima parte della mostra è dedicata agli dieci e al dinamismo plastico: i futuristi si sentono di abbandonare l’arte intesa come raffigurazione “statica” della realtà, per dipingere su tela il movimento e il dinamismo che è consono alla nuova era moderna che si affaccia coi primi anni del 900. Tutto ciò si traduce in quadri fugaci e velocissimi, in cui le linee si scompongono sino a dare il senso della velocità. Notevoli le opere di Boccioni e di Balla, che abbinano il concetto di velocità alla figura dei nuovi mezzi di locomozione, come la motocicletta, o anche a mezzi già conosciuti ma non per questo meno veloci (bicicletta e cavalli)

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3 Responses to “Futurismo a Milano, seconda parte”

  1. marzo 30th, 2009 at 9:19 AM

    manu says:

    yes;onestamente?…alcuni nn li capisco proprio…cmq cm classificaa me per primo me pias il balla..poi il russolo e boccioni…te capì nanii?

  2. aprile 1st, 2009 at 4:08 PM

    acirdesi says:

    Si in effetti alcuni sono completamente incomprensibili; c’e’ da dire però Balla e Depero spaccano davvero il culo. Ho avuto occasione di vedere parecchi lavori, comprese alcune pubblicità dell’epoca (tipo quella per il Campari e per altri prodotti degli anni 30/40) e alcuni bozzetti: geniali caro amico, davvero geniali

  3. aprile 4th, 2009 at 3:15 PM

    riccardo says:

    purtroppo la mia mente regredita nn riesce a cogliere tutte le sfumature di queste opere. Cose troppo sopraffine per cui il mio voto è alquanto superfluo.

    cavolo ma ormai stai diventando serio O_O

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