Pink Floyders
Antefatto: “Ehi Fabio che ne dici di fare un pezzo assieme?”
“Certo Ac, il tempo che finisco la murata con X, faccio l’outline da Y, passo da Z a imbiancare e poi ci sono!”
“Ok bella zio, allora fammi sapere, mi raccomando”
“Perfetto comunque al biancone ci penso io! Una miscela vinilica con coprenza 100%, copre qualsiasi superfice e odora di figa verginella, una bomba atomica! OK?”
“Alla grande!”
E fu così che, settimane dopo, Fabio Aka il Bassista Underground e Acir aka l’Inamovibile si incontrarono un pomeriggio di freddo Gennaio per imbiancare il muro di Galeta, astioso nemico di si tanti writer.
Armatisi di coraggio i nostri si diedero subito allo sport nazionale del RULLA RULLA. Il biancone speciale di Fabio, clinicamente testato sui culi dei bambini poveri del Biafra, PH 5.5, lavabile, aspirabile, radioattivo e unto al punto giusto copriva qualsiasi outline al sol sfiorare del rullo sulla superficie.
Mai vista tale e tanta potenza in una sola tolla amici miei…
Dopo solo cinque minuti già 40 metri di muro erano stati imbiancati e sottomessi al nostro sommo volere: nessun bisogno di seconde mani, nessun buco, una tinta perfetta e un odore di figa verginella erano i segni ineluttabili della supremazia del biancone vinilico contro i nemici del writing.
Non rimaneva che incontrarsi la mattina dopo per iniziare a tracciare…un peccato vista la perfezione dell’intonacatura appena eseguita…
La mattina dopo:
“Ehi Ac sono qui al muro, devi assolutamente venire a vedere!”
“Arrivo Fabius!”
Il muro? Non esisteva più…solo briciole di sterco nero ricordavano il passaggio del rullo là dove i vostri eroi avevano imbiancato il giorno prima: l’intonaco si era letteralmente polverizzato!
“Oh Fabio ma non era una bomba sto biancone?!”
“Eh no si boh cazzo figa il freddo sai….”
“AHHHHHHH”
Il resto è solo Spruz Spruzz! Quindi godetevi le foto, e poi andate a nanna!
PS: Special Guest Star della pittata Frone Aka Fascista Nero e Jhawe Aka Giambu! AUGH!
Lavoro a casa di Mauri…
…seconda parte!
Eh già, giusto il tempo di fare qualche lavoro nel seminterrato della casa e arriva il via libera dal grande Mauri per iniziare i lavori nella sua sala privata della musica, completa di dj set, impianto audio mostruoso e ammenicoli vari.
Dopo la fase di consegna dei PICCI per procurarsi il materiale i vostri prodi eroi della DNF, corrispondenti alle pantagrueliche persone di Acir & Frone, sono subito passati alla fase di brainstorming buttando idee sopra idee per la realizzazione dell’opera.
Dopo una settimana di intense discussioni e confronti i Vostri si ritrovarono il giorno stesso dell’opera a questo punto:
“Ehi Ni ma che cazzo gli disegnamo a Mauri?”
“Eh boh cazzo ne so, gli facciamo una scritta!”
“Ok perfetto, passo a prenderti!”
E fu cosi che Acir lo Sghembo e Frone il Dritto giunsero a casa di Mauri senza alcuna idea di cosa disegnare, se non una piccola, sgualcita bozza con scritto Fuck Police e il vago sentore di dover disegnare qualche pappagallo!
“Ehi bella Mauri!”
“Allora raga cosa mi fate?”
“EHm praticamente qua scriviamo Fuck Police no? E poi facciamo un personaggio di qua capito no? E poi facciamo…”
“Il carramba?”
“Certo il carramba!”
“E il riferimento alla musica?!”
“Ma è ovvio!”
E fu così che, dopo svariati spruz spruz e intossicazioni varie giungemmo al suddetto risultato; spero che il lavoro vi piaccia, o almeno spero che non ci chiedate mai un lavoro da fare se non con LARGO anticipo!
E per finire, in appendice, una tela di Fronello il pittore, l’Osservafrone!
Buona visione!
Still Life & Frutta
Lo Still Life?
Un genere affascinante e, nonostante le apparenze, sicuramente difficile e molto molto tecnico, dove non bastano un cartoncino bianco e una luce di fortuna per avere i risultati migliori ma bensì uno studio attento della posizione delle illuminazioni e del soggetto a seconda dell’effetto desiderato.
Certo, sicuramente non il mio genere preferito (volete mettere fotografare un martin pescatore che con la testa fa PIO PIO?) ma visto che tranne qualche precedente non mi ero mai dato a fotografie di questo tipo…perchè no? E poi adoro la frutta! IL tutto, ovviamente, con cartoncino binaco e luce di fortuna!
AUGH!
Do you like Sempione?
Era da anni che desideravo scriverlo:
“Questo sito non intende favorire o promuovere la pratica del writing illegale ma si limita a un reportage su un fenomeno molto diffuso in Italia così come all’estero”
Beh, cosa credevate che fossimo invecchiati a tal punto da non poterci reggere l’uccello con una sola mano? Se ne siete convinti nessun problema, felicissimo di ficcarvi l’arnese in bocca per quanto mi riguarda!
Au revoir, babbei!
San Giovanni Battista & Acir The Cat
Quale occasione migliore per attaccare qualche stupido gattino in giro se non in concomitanza con la mostra indetta dal comune di Milano per mostrare ai coltissimi cittadini del capoluogo lombardo il capolavoro di Leonardo? Beh ovviamente nessuna direi!
Potevano quindi i nostri eroi, corrispondenti agli altisonanti nomi di Robs aka 69 bis, Manu detto Spugna, e Gabri aka il Fotografo Omicida, voltare le spalle al richiamo lascivo della cultura? Un altrettanto: ovviamente no direi!
E quindi tutti a vedere la mostra, e come direbbe il nostro caro amico Robs: ” Ma cu minchia è stu San Giovanni BattistO?”
Naturalmente il giorno migliore per affrontare una sì titanica impresa era sicuramente durante la fiera di obei obei…e, senza alcun dubbio, anzichè usare i comodissimi e capillari mezzi di trasporto offerti dal tanto decantato comune di Milano i vostri impavidi, coraggiosi reporter decisero di tuffarsi nel traffico con la Zinx Mobil, per una rapida e indolore puntata al palazzo Marino, proprio di fronte alla Scala di Milano.
Inutile dirvi che l’esito fu disastroso: dopo circa tre ore di forsennata guida e ancor più forsennate bestemmie i Nostri erano ancora fagocitati dal furioso traffico della metropoli lombarda, finchè la fortuna non girò a nostro favore: “Manu piazza il tuo catorcio in doppia fila e non rompere i coglioni!”
Aria di festa ovunque, luci natalizie e ziliardi di persone a fare shopping ci separavano dalla tanta agognata meta; dopo qualche chilometro a piedi, e qualche adesivo qui e li, eccoci in fila davanti a Palazzo Marino.
Il responso del popolo milanese è stato sicuramente importante (come avviene spesso durante le bellissime mostre indette a Palazzo Reale) ma la fila è scorsa via veloce.
All’interno del palazzo, dunque, giusto il tempo di leggere un pò di storia su Leonardo e qualche informazione sul quadro ed eccoci a tu per tu con l’opera.
Se c’e’ una cosa che adoro, quando osservo le opere altrui, è quella di lasciarmi andar,e e osservare con malizia tutti i dettagli da pochi centimetri di distanza dal quadro.
E’ un fatto intrinseco e intimista: amando la pittura, e l’arte, in qualsiasi modo sia essa espressa, adoro osservare i particolari e sopratutto le pennellate, che riportano qualsiasi capolavoro dipinto da un Maestro a una dimensione terrestre e più umana, ricordandomi che, dietro la Gioconda di Leonardo o ai Vasi di Girasole di Van Gogh, ai Nottambuli di Hopper o a un Bacco di Caravaggio c’e’ sempre un pittore, una persona in carne ed ossa con uno stumento in mano, che ha realizzato l’opera.
E ciò mi fa sempre venire un brividino dietro la schiena.
Ma torniamo al San Giovanni Battista: magnifico.
Vuoi per la posa plastica del soggetto, o per l’incredibile effetto smufato che il maestro da Vinci ha “spiattellato” sulla tavola di legno.
Da vicino poi e molto più facile notare il crocefisso, e la pelliccia che copre le spalle del Santo. Il tutto a tu per tu col quadro fino a che un fastidiossimo omino della sicurezza, nonostante una teca di vetro inidistrubbile di 40 cm, con la sua voce strudula mi riportò alla realtà: ”non così vicino prego!”
Ma ammazzati, lurido coglione! (E’ mia premura ricordare al lettore invece come molte delle opere esposte ad esempio durante le esposizioni al Palazzo Reale sono senza alcun tipo di protezione e nessuno si sogna di sfondarti gli zebedei)
Beh come si dice di solito…è stato bello finchè è durato!
Ora vi chiederete voi, come mai ci hai messo tanto a raccontarci questa fantastica avventura su acirdesign?
Beh ovvio, perchè ci abbiam messo una vita per tornare alla macchina!
Ps: ecco un piccolo approfondimento sul San Giovanni Battista di wikipedia, per chiunque voglia approfondire il discorso. CLICCA QUI
Landscapes
Un pò di paesaggi, che meditavo di pubblicare da un pò.
Il tempo per uscire a scattare, vuoi per le pessime condizione metereologiche che hanno afflitto la Lombardia in questo periodo, vuoi per le mille e più questioni quotidiane, si è ridotto al lumicino ultimamente. Ecco perchè ho cercato di collezzionare un pò di foto decenti prima di mostrarle qui, su acirdesign; sono quasi tutti paesaggi lacustri, scattati vieppiù sul Lago di Varese.
Gli scatti in notturna invece sono frutto di una faticossisima puntata ad Arona… 10 gradi sottozero, strade ghiacciate e condizioni impraticabili; alle 6 di sera la luce era completamente assente e il lago Maggiore simile a un cratere vuoto e buio come la pece, vivo solo per lo sciabordio delle gelide acque sulla riva innevata.
Una fredda, grigiastra bruma, dalle lunghe e irriverenti dita, aleggiava sulla superficie lacustre, regalando alla scena una spettrale e freddissima atmosfera…
Spero che gli scatti vi piacciano; in ogni caso tanti auguroni di buon anno da un Acir che inizia a perder qualche colpo…beh ragazzi, passatemi a trovare ancora, che ne dite?
Machinarium
Machinarium?!?!…Beh, per chi non lo sapesse è il titolo di un’avventura grafica creata dallo studio degli Amanita Design, sviluppatori della Repubblica Ceca già fautori di Samorost, un altro piccolo gioiello che potete giocare a questo indirizzo: CLICCA QUI.
Ho sempre adorato le avventure grafiche, sin da quando mio padre aveva un Amstrad senza disco rigido e con dischetti da 5,25; quanti ricordi…Monkey 1 con grafica EGA e Indiana Jones and the Last Crusade di cui non avevo i codici di sblocco, che mi impedivano di continuare l’avventura fuori dal Barnett College!
Poi venne il tempo del primo Pentium (insomma quel maledetto Amstrad lo tenni per un casino di tempo!!) e subito a recuperare tutti i titoli Lucas Art di cui non avevo potuto godere ai tempi: tutti i Monkey, Indiana Jones and The Last Crusade, Day of The Tentacle, Sam & Max e così via. Poi, per anni, il buio…
Il genere delle avventure grafiche cade in disuso, sostiuito dai vari spara/spara e corri/corri e la Lucas Art, dopo vari stravolgimenti che hanno permesso il fuggi fuggi generale di tutte le ment geniali che vi lavoravano, annulla definitivamente tutte le avventure che erano in sviluppo per dedicarsi a tutt’altro. La fine di un era…
Certo, ci sono state sicuramente altre perle videoludiche, così come il genere delle avventure non è riconducible solo al periodo d’oro LUCAS, ma personalmente non ho mai adorato le avventure alla MYST, o giochi senza il sense of humour tipico dei prodotti che caratterizzano i prodotti di punta della casa del grande George.
Stessa cosa dicasi per i titoli troppo incentrati al puzzling, tipo Syberia e via dicendo (tranne Gobliins a Woodruf, che ho amato!); proprio per questo in questi anni, oltre al redivivo nonchè fantastico Sam & Max, non ho giocato
praticamente a nulla che abbia incontrato il mio gusto .
Tutto questo ovviamente fino a Machinarium…
Ora ovviamente mi prenderete per un pazzo, ma Machinarium non ha praticamente nulla a che fare con la filosofia della avventure Lucas tranne, ovviamente, il fatto di essere un avventura grafica!
E quindi perchè ci hai sfracellato la minchia fin’ora?! vi starete chiedendo in tanti?!
Beh perchè Machinarium è davvero un gioiello che qualsiasi amante delle avventure grafiche, e dei videogiochi in generale deve assolutamente giocare, la dimostrazione di come sviluppatori con pochi mezzi finanziari ma con grandi idee possano creare un gioco originale, divertente e di fortissimo impatto.
Perchè Machinarium ha poco a che fare con la filosofia dei giochi Lucas?
Presto detto: nella sua natura intrinseca Machinarium è più simile a un gioco stile Gobliiins, dove gli enigmi e i puzzle da completare sono circoscritti all’interno di una singola schermata (al massimo due o tre), utilizzando oggetti e meccanismi che si trovano all’interno delle schermate stesse, piuttosto che a un’avventura di ampio respiro dove oggetti, enigmi, e relative soluzione sono dilsocate all’interno del gioco in modo sparso. 
L’ambientazione di Machinarium è molto particolare: le vicende del gioco infatti si svolgono in un mondo fatto di macchine e di robot, dove ogni oggetto, luogo, abitante, è costruito in un modo meccanico dai toni molto retrò.
Tutte le ambientazioni e le macchine sono arrugginite, cigolanti, con un design che si rifà agli automi e alle stramberie di Jules Verne o all’età dell’oro della fantascienza anni 40 o 50.
I fondali e i personaggi del gioco sono disegnati a mano in un modo superbo, sublime, e animati graziosamente in flash, garantendo al gioco di poter girare anche su un pc vecchio di 10 anni…
Ma tornando al gioco…all’inizio dell’avventura saremo subito catapultati ina una discarica piena di vecchia ferraglia, non sapendo nulla sul protagonista e su quale sia lo scopo che lo muove ad agire all’interno del mondo di Machinarium.
Proseguendo con l’avventura però, avremo pian piano alcuni indizi sulla trama e sul perchè il nostro robottino si affanni tanto a risolvere gli intricati puzzle; non vi rovinerò la sorpresa raccontandovi i dettagli dell’intreccio, ma nonostante questi non sia nulla di particolarmente innovativo, il motivo di fondo della trama è molto carino ed incentrato sui sentimenti che, paradossalmente, anche una macchina può provare!
Il protagonista di questo soave videogames, spero lo abbiate capito ormai, è un piccolo robottino senza nome; egli (o esso!!) ha la capacità di allungare gli arti per arrivare a utilizzare o a raccogliere elementi troppo alti o troppo bassi (ad esempio si può accorciare le gambine del protagonista per farlo diventare un piccolo nanetto robottico!).
L’inventario del protagonista è il protagonista stesso, dato che tutti gli oggetti che raccoglieremo saranno fagocitati e immagazzinati all’interno del pancino metallico del nostro eroe; gli oggetti potranno essere utilizzati per risolvere i puzzle oppure essere combinati con altri oggetti per ottenere un oggetto totalmente nuovo (anche se ciò non avviene spesso).
I puzzle che andremo ad affrontare hanno spesso una logica abbastanza ferrea dietro e, nonostante si tratterà di attivare macchine stranissime o di risolvere situazioni all’apparenza impossibili, spesso dopo un pò di ragionamento riusciremo a capire come procedere senza che il tutto diventi troppo frustrante o noioso, anche grazie ad alcuni aiuti che lo stesso protagonista ci elargirà tramite fumetti.
Già, perchè altra importante caratteristica di questo piccolo gioiello videoludico è che durante il gioco sono del tutto assenti le scene parlate: il protagonista, così come tutti gli altri personaggi che incontreremo durante il gioco, è muto, e si esprime tramite gesti, ammiccamenti o fumetti.
L’assenza del parlato, insieme a una colonna sonora molto suggestiva e rilassante che ci accompagna durante il gioco crea un’atmosfera rarefatta e piacevole, quasi sognante, trasportandoci in un mondo di macchine paradossalmente vivo, e pulsante. 
L’avventura non è lunghissima, ma neanche troppo breve, e vi posso assicurare che quando la fnirete sarà un vero dispiacere perchè la soddisfazione di giocare a un titolo così fresco, originale e, per una volta, rilassante, è davvero molta.
Ora, se questo gioco è un capolavoro come dici, caro Acir, dov’e’ la fregatura? Beh a mio avviso non ce n’e'…già perchè
non ultimo fra tutti i pregi del gioco c’è quello di essere venduto su Steam a solo 14 dollari, un prezzo davvero irrisorio se, come me, adorate le avventure grafiche e io giochi originali che non siano mere copie dei soliti vecchi titoloni capostipiti.
Di conseguenza non perdete l’occasione di giocare a questa piccola ed originalissima perla mi raccomando, non ve ne pentirete!!
DiavoloNi Fatti!
Non abbiatevene male, ma vi rubo giusto il tempo per vendervi questa fantastica aspirapolvere della kirb…eh cioè di mostrarvi le foto di una murata sotto la pioggia che attendeva da tempo di essere riempita!
Questa volta niente lettere, ma un puppet senza pretese: un bel diavolone cicciottello con un’aria mista fra il dispettoso e il cucciolone…sarà perchè i suoi piccoli amici e tondi amici lo prendono per il culo?
Cosa sono? Come si chiamano? Da dove vengono?
Non lo so, ma sono talmente idioti che so per certo che questi piccoli e paffuti diavoletti torneranno a trovarmi, magari in vesti dai colori diversi, chissà! Non disperate quindi…ah quasi scordavo: per chi se lo fosse chiesto, il significato dell’incomprensibile DiavoloNi Fatti è DNF!
Questo è quanto…vi lascio con una canzone del grande Elvis, Devil in Disguise…










